Armugo alias Ugo ArmaroliARMUGOE-mailarmugo@hotmail.com Opera di Ugo Armaroli
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Curriculum Artistico di ARMUGO

Nacque nel 1945 a Bologna. Il tempo della sua infanzia fu scandito dal regolare battere delle ore dell'orologio di Palazzo d'Accursio, nella vicina Piazza Maggiore. Raggiunta l'età  della automobile parcheggiava tranquillamente in una zona ora interdetta al traffico: attorno al Crescentone di Piazza Maggiore, sotto Palazzo Re Enzo e la Statua del Nettuno e di quella Torre dove l'orologio continuava , e ancora lo fa , a scandire le sue ore . Poi, felicemente, studio, lavoro, matrimonio, il primo dei figli e tanti anni che trascorrono sia lavorando ma ascoltando anche tanti eventi, memorizzando tante flebili sensazioni, facendo progetti, come nei comuni, mortali percorsi di vita. Tra l'altro, per hobby, già  nel 1975 aveva incominciato a dipingere: parenti e amici, viste le opere, (scadenti ?) non lo incoraggiarono, continuò da solo per un po'. Deluso infine , abbandonò tavolozza pennelli e cavalletto. Nel 1990 fu preso da un virus , insolito, piuttosto raro, quello di collezionare antiche Macchine da scrivere, Typewriter, Schreibmaschinen, affascinato dai particolari meccanismi, dalle ingegnose e diverse soluzioni applicate dai tanti inventori di fine '800, dalla materialità  dell'oggetto che serviva a trasmettere invece la leggerezza dei pensieri. Realizzò una importante Collezione e infatti a tutt'oggi , affermiamo che l'unica volta che una sua immagine appare prima su un libro e poi su un quotidiano (La Repubblica/Cronaca di Bologna) fu quando fu intervistato e fotografato da un ricercatore molto esperto, nel maggio del 1997, sulle caratteristiche del suo piccolo, insolito, Museo privato. Fu anche tra i fondatori della tuttora esistente "Associazione italiana collezionisti macchine per scrivere, calcolo e da ufficio d'epoca" di cui dal 2008 é Presidente.
Nel 2005 decise di dismettere, pian piano, la Collezione, ma con rammarico, perché ciò voleva dire anche cedere ad altri un pezzo del suo passato e per lenire questo dolore, ideò di congiungere due dei momenti tra i più particolari della sua vita : prima di vendere ogni Macchina per scrivere della sua Collezione, doveva creare una immagine che fosse una personale interpretazione del tempo trascorso e dei "sogni ( ah cos'é mai l'arte ? ) che aveva scoperto nascosti tra i mille e più pezzi che componevano lo strumento". Doveva essere questo un ritratto interpretativo, dipinto e firmato con lo pseudonimo dei suoi primi, snobbati, lavori artistici : ARMUGO e perciò riprese in mano gli antichi attrezzi, tavolozza, pennelli e cavalletto. Questa curiosa operazione rallentò non poco le vendite ma si può ora affermare che é l'unico pittore che finora ha ritratto esclusivamente Macchine da scrivere, ( quasi 200 lavori, tra dipinti e sovradipinti , più le sculture assemblate). Ha ritratto prima dell'abbandono del pezzo, la statuaria Salter 6 del 1900, la elegante Caligraph mod. 2 del 1890, la scheletrica Japy del 1910, l'onnipresente verde Oliver n. 9 del 1915, la rara e perfetta Chicago mod. 2 del 1898, la semplice e fotogenica, tedesca Rofa, la Blickensderfer Aluminium, made in USA, piccola leggera luccicante, come i riflessi della luna piena, la notte, sul pelo dell'acqua del mare. Tra le famiglie sono innumerevoli i ritratti delle Olivetti di Ivrea e delle americane Remington e Underwood. Poi notiamo la Hammond 12 del 1905 a navette intercambiabili con la sua custodia in legno lucido, la Mignon n. 3 del 1913 nel suo cupo cofano di metallo nero e ancora Merrit, Bennet, American Index , Lambert ...e qui c'é stata una inversione di progetto, perché ora possiede ancora queste Macchine, ma non più i dipinti !. A questo punto della storia la ancora importante presenza di Macchine per Scrivere nel suo Studio, ha dato una svolta alla creazione delle opere, drammatica, assassina, materialistica. Dunque ancora troppe macchinette semiantiche in giro : alcune agonizzanti, altre imperfette, alcune troppo comuni e qui invece di ritrarle le ha scarozzate, smontate, artefatte, alterate, snaturate e poi interpretate dipingendole. Con queste operazioni nel 2007 ha avuto inizio il periodo delle sculture assemblate che ancora oggi lo affascina coinvolgendo (il traditore) anche nello sconfinamento in altre estranee, ludiche materiche interpretazioni artistiche, con altri soggetti, sempre di recupero. Ecco i vari momenti del percorso artistico di ARMUGO :
realizzare i DIPINTI realistici delle Macchine da scrivere.
realizzare i SOVRADIPINTI, sempre ritratti di Macchine da scrivere, pitturati a olio o acrilico, su una opera già  finita di un altro pittore, rigorosamente selezionata e acquistata nei mercatini dell'usato, (se possibile anche con cornice d'epoca), recuperando al 50/60 % un patrimonio culturale che sarebbe andato perduto, e ciò é nel suo concettuale artistico.
Adesso anche Le SCULTURE ASSEMBLATE che irridono a tutto, alla idea iniziale del ricordo, a quella arbitraria della sovracreazione, a quella della esclusività nel suo repertorio di un unico soggetto ( la antica Macchina per scrivere ). Anche nelle sculture assemblate c'é un attento recupero di cose, materiali, oggetti del passato, talvolta con l'aggiunta di moderna tecnologia di illuminazione e/o motori elettrici.
Il Curriculum mi ci si augura possa continuare.
ARTEBO Association